Etnia Ovambo
Le tribù degli Owambo appartengono alla famiglia linguistica BANTU, originaria della zona centrale dell’Africa. Intorno al XVI secolo gli Owambo migrarono dapprima in direzione ovest e successivamente verso sud fino a raggiungere e poi superare il fiume Kavango. Una ramificazione di quest’ultimo li guidò fino all’area a nord del pan di Etosha dove trovarono una serie di laghi che resero loro possibili la pesca e l’agricoltura e quindi la sopravvivenza. A causa di litigi dovuti ai diritti di pesca, gli Owambo si separarono in gruppi minori guidati ciascuno da un proprio leader. I gruppi che si formarono diedero origine alle 8 tribù presenti oggigiorno nel territorio: KWANIAMA (37%), NDONGA (29%), KWAMBI (12%), NGANDJERA (8%), MBALANHU (7%), KWALUUDI (5%), EDUNDA & NKOLONKHADI (2%).Sebbene ogni tribù parli il proprio dialetto e sebbene ufficialmente non esista una vera e propria lingua franca, una lingua comune , denominata OSHIWAMBO, può essere identificata tra gli Owambo. Tra tutti i dialetti essa è molto simile a quello parlato dagli INDONGA. Nella cultura Owambo la discendenza è matrilineare, cioè determinata attraverso la madre. La proprietà dei beni, in particolar modo il bestiame, viene ereditata secondo lo stesso schema. Tutto ciò che un uomo possiede alla sua morte viene ereditato dal fratello minore e poi dal figlio della sorella ma MAI dai suoi figli, in quanto questi beni appartengono a sua madre.Sono però gli uomini ad avere il potere decisionale nelle questioni inerenti la politica, l’economia, la gestione dei beni e soprattutto nelle attività religiose in modo da rafforzare i legami intra ed extra tribali. Il villaggio tradizionale Owambo è costruito interamente usando tronchi e corteccia di Mopane (Colophospermum Mopane), sterco di vacca, argilla e paglia. Esso è costituito da una recinzione esterna che racchiude diverse aree dedicate alle varie attività e separate da una fitta rete di stretti corridoi. La tipica planimetria ricorda quindi un labirinto, utile sia per motivi pratici che superstiziosi: sia potenziali nemici che spiriti cattivi possono facilmente perdersi al suo interno prima di poter raggiungerne il cuore, cioè il centro fisico del villaggio. Al suo interno si possono distinguere aree residenziali costituite da capanne che fungono da stanze da letto; cucine dove le donne preparano il cibo e la birra, alcolica per gli uomini ed analcolica per donne e ragazzi; le “camerate” dei ragazzi, situate vicino all’ingresso per poter intervenire in difesa del villaggio in caso di pericolo; un’area dedicata al fuoco sacro che deve sempre rimanere acceso e attraverso il quale vengono svolte le ritualità religiose; il corpo centrale dove il capo villaggio organizza le riunioni tra gli uomini o accoglie gli ospiti.

In una piccola cittadina di nome Tsandi risiede King Tapopi che, grazie ad un’associazione namibiana che si occupa del mantenimento delle attività tradizionali dei popoli in Namibia (NACOBTA), permette di poter visitare la parte storica del suo villaggio. Gli Owambo credono in un’entità sovrannaturale creatrice di tutte le cose che chiamano KALUNGA. Tra Kalunga ed il mondo terreno si pongono gli spiriti degli antenati ai quali si può dare una forma, che corrisponde a quella umana di quando erano in vita. Solo attraverso riti magici di fronte al fuoco sacro operati da persone addette (capi villaggio o sciamani) ci si può mettere in comunicazione con tali spiriti. Per gli Owambo esistono due tipologie di spiriti: quelli dell’est o buoni, originati dal sole nascente, e gli spiriti dell’ovest o cattivi, generati dal sole al tramonto, che influenzano negativamente la vita di tutti i giorni. Dipendentemente dalla reputazione e dall’esperienza, gli stregoni operano in quattro diversi livelli. Coloro che appartengono al primo livello possono solo diagnosticare e curare con le erbe malattie generiche; Nel secondo livello lo stregone è in grado di operare attraverso la possessione degli spiriti ed annullare sortilegi tramite sacrifici; Il terzo livello permette di curare morsi di serpente, purificare capanne o villaggi infestati dagli spiriti maligni e benedire nuove costruzioni; Gli stregoni che raggiungono il quarto livello sono i maestri deputati alle iniziazioni degli aspiranti stregoni e possono creare amuleti. Per questo sono considerati le più alte autorità in materia religiosa. Con l’avvento del cristianesimo queste pratiche sono diventate sempre più rare fino quasi a scomparire.

