Etnia Nama
I Nama , che rappresentano il 4,6% della popolazione namibiana, sono un popolo di pastori diffuso in una regione detta Namaqualand o Namaland, compresa tra Sudafrica, Namibia e Botswana, formato da 13 differenti tribù. Rappresentano uno dei principali gruppi dell’etnia Khoisan, un tempo molto diffusi in tutta l’Africa australe, tanto che la lingua Nama è la più diffusa tra le lingue khoisan. Oggi, però, la maggior parte dei Nama parla l’afrikaans. Secondo alcuni, i Nama sono gli unici veri discendenti dei khoi-khoi, hanno molti tratti culturali, linguistici e somatici in comune con i San e per questo vengono considerati parte del gruppo etnico esteso dei khoisan. Per migliaia di anni, le etnie khoisan del Sudafrica e della Namibia meridionale hanno mantenuto uno stile di vita principalmente pastorale e nomade; allevano mandrie di capre e pecore, raccolgono legna per il fuoco e miele selvatico. A partire dagli anni ’20, ovvero dopo la scoperta di giacimenti diamantiferi presso la foce del fiume Orange, la regione venne gradualmente colonizzata dagli europei, che ribattezzarono i Nama “ottentotti”, nome che indica generalmente i khoisan. In regime di apartheid la popolazione pastorale venne gradualmente spinta a insediarsi stabilmente in villaggi. Come i San, i Nama non hanno nulla in comune con le altre razze africane a cominciare dai tratti fisici: hanno pelle olivastra, zigomi alti, occhi a mandorla con una piega sulla palpebra come gli orientali, nasi schiacciati e sono generalmente esili e piccoli di statura con mani e piedi piccoli. La loro lingua è caratterizzata, come tutte le lingue khoisan, dalla presenza di consonanti con un peculiare suono simile a un “clic” ottenuto schioccando la lingua.

I Nama vivono divisi in varie tribù nel centro-sud del paese e praticano in genere una politica di possesso comune della terra. Hanno una ricca tradizione di musica, poesia, prosa e danza; questo talento naturale è un tratto fondamentale della loro cultura e molti racconti vengono tramandati oralmente da innumerevoli generazioni. Analogamente i Nama hanno molti proverbi. Sono anche noti per le loro abilità artigianali e, in particolare, per la lavorazione della pelle, di tappeti, di strumenti musicali, quali i flauti, di gioielli, tazze di argilla e tabacchiere fatte col carapace delle tartarughe. Le donne sono abili ricamatrici e gli uomini bravi musicisti. Le donne Nama usano ancora oggi abiti della tradizione vittoriana , che possono essere fatti risalire all’influenza dei missionari presenti nella regione nel XIX secolo. Le antiche tradizioni Nama sopravvivono, oggi, soprattutto nel Richtersveld National Park, all’interno del Namaland, che è anche una delle poche zone in cui si può sentir parlare ancora la lingua tradizionale con i “clic”. La tenda tipica nama, detta “!haru” ( ! è uno dei caratteri che vengono usati nell’alfabeto occidentale per rappresentare una delle consonanti-click ), rivela l’origine nomade del popolo; protegge dalle intemperie ma è estremamente facile da smontare e rimontare. Una delle tribù nama è quella dei Topnaars, che vivono lungo il fiume Kuiseb e, da secoli, raccolgono ancora e utilizzano i meloni !nara.

