Etnia Kavango
I kavango sono suddivisi in cinque tribù (MBUKUSHU, KWANGARI, MBUNZA, SHAMBYU, GCIRIKU) culturalmente e linguisticamente diverse ma con origine BANTU comune. Nella seconda metà del 1700, infatti, ognuno di questi gruppi è migrato in direzione sud dal centro dell’Africa fino a raggiungere il fiume Okavango e distribuendosi su entrambe le sponde trovando la possibilità di sopravvivere attraverso l’agricoltura, la pesca, l’allevamento e la caccia. Le lingue parlate sono 4: RUKWANGARI, SHISHAMBYU, RUGCIRIKU e THIMBUKUSHU. Sebbene linguisticamente e culturalmente diverse, le cinque tribù Kavango condividono una comune struttura sociale di base, caratterizzata dal riconoscimento di discendenza di tipo matrilineare. Ogni funzione politica, economica, sociale e religiosa si svolge seguendo le regole tramandate da madre in figlia. Ogni tribù si divide in clan (nove per Kwangari e Mbukushu, otto per Mbunza e Shambyu e sette per Gciriku) ognuno dei quali rappresenta l’appartenenza del singolo individuo come gruppo. Ogni clan è quindi da considerarsi come una vera e propria famiglia estesa a cui tutti i membri appartengono non come singoli individui ma come un unico gruppo.Le fonti primarie di sostentamento sono determinate dalla presenza del fiume: miglio, sorgo, e mais sono le principali risorse agricole, seguite da noccioline, fagioli, zucche e tabacco.Donne e uomini si dividono il lavoro nei campi. Se un uomo, però, non riesce a preparare il suo terreno da solo, chiede aiuto ai membri del proprio clan. Costoro, in maniera del tutto volontaria, accorrono in suo aiuto e questi, per ripagarli una volta concluso il lavoro, li ripaga con birra e carne a volontà.Il bestiame è di proprietà delle donne ma sono gli uomini che se ne prendono cura portandolo al pascolo. La pesca viene effettuata sia dagli uomini che dalle donne utilizzando canoe, canne da pesca, reti, arco e frecce e cestini intrecciati a forma di imbuto. Un tempo la caccia si svolgeva abitualmente in quanto la zona era ricca di selvaggina. Oggigiorno, non essendoci più la stessa quantità di anomali selvatici, i Kavango possono ancora cacciare ma solo durante i periodi designati per legge e con speciali permessi.

Le tribù Kavango credono in Dio creatore di tutte le cose che viene chiamato NYAMBI o KARUMBA. Egli vive in un paradiso al di sopra del cielo i cui confini sono delimitati dalla porzione di cielo visibile durante il giorno, sotto la quale la terra creata è piatta. Per poter agire sulla vita di tutti i giorni Nyambi si avvale dell’aiuto di entità legate alla vita empirica quotidiana. Il sole e la luna sono gli aiutanti di Dio che, tramite la loro luce e il loro calore, guidano e proteggono le persone.Le stelle sono viste come lucciole che illuminano le notti più buie.Il vento è la rappresentazione terrena di Nyambi: Egli è onnipresente proprio come il vento e quindi si rivela agli uomini in quanto tale. Il vento caldo della primavera fa sbocciare i fiori sugli alberi ma il vento che cambia costantemente fa scappare le prede del cacciatore in quanto quest’ultimo ha commesso qualcosa di sbagliato. La pioggia è sempre considerata positiva, essa è scaricata sulla terra dalle nuvole che sono portate dal vento e quindi da Dio. Se gli uomini si sono comportati male ecco che Nyambi soffia ancora ma per allontanare le nuvole.

