Etnia Capriviani
La popolazione del Caprivi è stimata intorno alle 100.000 unità e si distribuisce lungo le rive dei fiumi perenni che segnano i confini nazionali con Angola, Zambia e Botswana ma anche nei maggiori centri della regione, quali Katima Mulilo (il capoluogo), ed i villaggi di Sibinda, Sangwali, Linyanti, Chinchimane, Bukalo, Ngoma and Isize. I capriviani sono divisi in due grandi gruppi tribali, i Fwa ad ovest e i Subia ed est. I Fwe costituiscono l’etnia di maggioranza ed essi comprendono comunità minori quali Yeyi, Totela e Lozi. La loro organizzazione sociale è stata fortemente influenzata dalla dominazione in questa zona dei Lozi, provenienti dall’attuale Zambia, e dei Kololo, originari del Sudafrica, in un’epoca compresa tra il XVII e il XVIII secolo. Le tradizioni di tipo matrilineare dei Lozi e quelle di tipo patrilineare dei Kololo hanno dato origine ad una combinazione culturale unica adottata dai Fwe e dai Subia.

Abitando nella zona più ricca di acqua della Namibia, i capriviani vivono prevalentemente di pesca ma lavorano anche la terra coltivando mais, miglio, fagioli, patate, noccioline americane, zucche, meloni e cana da zucchero. In aggiunta essi hanno a disposizione campi comuni dove il bestiame appartenente a villaggi diversi è libero di pascolare. Il mantenimento delle tradizioni lavorative dei capriviani è da attribuirsi prevalentemente all’isolamento geografico ed alla distanza da zone fortemente colonizzate. Sebbene la poligamia stia sparendo dalle tradizioni capriviane il marito ha ancora la facoltà di sposare più donne a patto che sia in grado di mantenerle. Quando un giovane vuole sposare una ragazza è in uso che presenti il “lodola” (cioè la dote) alla famiglia della futura sposa. Esso consiste generalmente nella consegna di alcuni capi di bestiame alla famiglia di lei. I due novelli sposi si fermano per un certo periodo nel villaggio della ragazza per poi trasferirsi in quello del ragazzo dove costruiranno lì vicino un micro villaggio composto da un’unica capanna usata come dispensa e cucina più un’altra che funge da camera da letto. Quando la famiglia crescerà anche il villaggio si svilupperà di conseguenza. Sia gli uomini che le donne costruiscono le capanne costruite usando materiali tradizionali quali tronchi di legno per palizzate e mura, fango e sterco di vacca per pavimenti e per sigillare i muri e paglia per il tetto. Dati i forti scambi commerciali con le nazioni confinanti quasi tutti i capriviani parlano inglese ma allo stesso tempo è la regione in Namibia dove l’afrikaans è meno parlato.

