Il 1652, l’anno in cui Jan van Riebeeck’s approdò al Capo di Buona Speranza vicino a Cape Town, è l’anno in cui gli storici determinano la nascita dei Basters, gente di padre bianco e madre appartenente alla tribù dei Khoikhoi. I loro progenitori furono i primi Olandesi e pochi altri Europei che abitarono questa zona. Il termine “Baster” significa “Bastardo” e viene utilizzato dalla stessa "etnia" con orgoglio. La loro lingua madre è l’Afrikaans, adottato dai loro progenitori, così come l'osservanza di credenze religiose luterane. A causa del colore della loro pelle subirono molti atti razzisti e quindi furono costretti a migrare dal Sudafrica fino a che uno di questi gruppi raggiunse, intorno al 1870, la zona di Rehobot in Namibia dove comperarono la terra, sulla quale tutt’oggi vivono, dal leader Nama Willem Swartbooi. I Basters sono gente fiera, molto patriottica e altamente protettiva nei confronti della propria storia e cultura di origine. La maggior parte di loro possiede cognomi Afrikaans (a cui appartiene la nobiltà di Rehobot) ma durante la colonizzazione tedesca prima, e la dominazione sudafricana poi, se ne aggiunsero altri ingrandendo la stessa etnia e fornendo a questa nuovi cognomi tedeschi, inglesi e scozzesi. Attualmente molti Basters lavorano nel campo delle costruzioni soprattutto a Windhoek, distante circa 90 Km, tornando a casa ogni sera. Altri ricoprono cariche amministrative o come allevatori di capre e bestiame.